La terra e il mare

Torre Calderina si trova all’interno di un’oasi del WWF.

Trascrizione

Torre Calderina si trova all’interno di un’oasi del WWF. A ridosso del mare, la torre guarda da un lato l’Adriatico, e dall’altra un entroterra di grande varietà: macchia mediterranea, zona umida, steppa, ripide falesie, e le cosiddette “lame”, i letti di antichi corsi d’acqua che hanno scavato insenature naturali nel suolo.  

Sia la costa che l’entroterra per millenni hanno subito eventi geologici molto complessi. Lo scambio continuo tra l’intervento dell’uomo e quello del pianeta - che naturalmente ha un ritmo diverso -  ha prodotto un paesaggio unico.

Sulle lame si trovano dei terrazzamenti a gradoni; muretti a secco con una ricca vegetazione spontanea. 

Se dalla campagna si cerca il mare, andando verso la città - magari a piedi - si ritrova ancora il respiro di tempi lunghissimi. I primi insediamenti di Molfetta risalgono alla preistoria. La fondazione vera e propria è greca, ma Molfetta è stata parte del mondo romano sin dall’Età Repubblicana. Arrivarono poi Goti, Saraceni, Bizantini, Longobardi, Normanni. Dal suo piccolo porto, nel XII e XIII secolo, partivano devoti e combattenti per la Terra Santa. Divenuta città regia con gli Svevi e Federico II, Molfetta ha visto avvicendarsi tutte le grandi dinastie del Mezzogiorno italiano. Ma fino alla fine del ‘600 non è mai andata oltre le vecchie mura medievali.

Quando i volumi dei commerci sono cambiati, si è costruito un attracco più grande e sicuro, vicino al Duomo, che proteggeva almeno in parte dal vento di Levante, eterno problema per chi arriva a Molfetta via mare. Nei secoli il porto continuò a crescere, e il 30 maggio 1844, Ferdinando II di Borbone, penultimo Re di Napoli, pose personalmente la prima pietra di un nuovo approdo. Il lavoro di ampliamento proseguì con la costruzione del molo Pennello, nel 1890 e con la diga Salvucci a metà del ‘900. 

Duro il lavoro della terra, e duro quello della gente di mare.

Per questo le chiese di Molfetta sono piene di testimonianze votive di miracoli accaduti in mare.