Trascrizione
Prova a fare un esperimento, su una mappa digitale: osserva Torre Calderina dall’alto, e recupera la posizione del Faro Borbonico. Ora allarga la visione per includere la vicina Bisceglie, il suo Castello svevo; poi il resto del territorio, e Castel del Monte.
Noterai che Molfetta si sviluppa parallelamente alla costa - a differenza di altre città vicine - e che ha un abitato in naturale continuità con Bisceglie. Torre Calderina si trova proprio in mezzo.
Molfetta, grazie al suo porto, nei secoli ha sviluppato anche un forte legame con le città dell’entroterra, come Bitonto, Andria, Corato. Era il centro di una fitta rete di scambi, per molto tempo ben più rilevante di Bari.
Torre Calderina, dalla fine del ‘500, presidia questo sistema ramificato e complesso.
Il faro borbonico di Molfetta, inaugurato il 12 gennaio del 1857, è invece il più longevo faro del tratto adriatico pugliese. Se Torre Calderina è in rapporto visivo con Castel del Monte, la struttura ottagonale del faro lo è in senso formale: la sua struttura lo richiama in modo esplicito.
La costruzione del faro è stata particolarmente travagliata. Nel 1853 venne approvato un piano di lavoro nella zona di levante del molo di San Michele. Al tempo si trattava di uno dei primi sviluppi del piccolo porto cittadino. Si scelse quel punto perché lì approdavano regolarmente i piroscafi del Lloyd austriaco, partiti da Trieste e diretti verso la Grecia. L’approdo però non era sicuro, tanto che, nel 1854, una barca da pesca in balia del mare agitato finì contro il piroscafo austriaco.
Il faro, già in parte edificato, fu smontato e ricostruito sul lato opposto, quello di ponente, più riparato dalla tramontana.
Un percorso dalla Torre al Faro - 20 minuti in bici - garantisce una vista incredibile su tutta la città. Dal terrazzo a ringhiera si ammirano il borgo, i quartieri e le torri del duomo di San Corrado con la prima delle tre cupole in asse: un gioiello unico dello stile romanico.