Una nuova età dell’oro: Augusto e i ludi saeculares del 17 a.C.

Sala 10

I Ludi saeculares celebrati da Augusto nel 17 a.C. furono particolarmente sfarzosi. Non si trattava, infatti, solo di una cerimonia che si svolgeva ogni 110 anni (un saeculum appunto) ma dell’inizio di una nuova età dell’oro. Si riteneva che ogni quattro saecula l’umanità si rigenerasse e che, proprio al tempo di Augusto ricorresse l’inizio di un nuovo ciclo.  

Tutta la popolazione fu coinvolta nell’invocare gli dei perché garantissero a Roma prosperità, ricchezza e salvezza, assicurandole una sana discendenza, unica garanzia per il benessere e il futuro. Particolare rilevanza ebbero le matrone, madri di famiglia sposate, e i bambini. Tra il 31 maggio e il 3 giugno, per tre giorni e tre notti, si svolsero sacrifici, rappresentazioni sceniche notturne e sellisternia, banchetti simbolici offerti a statue. Oltre a Giove, Giunone Regina, Apollo e Diana, ricevettero sacrifici le Moire, divinità del destino, le Ilizie, divinità del parto, e la Terra Madre. A chiudere le celebrazioni fu il carmen saeculare, composto per l’occasione dal poeta Orazio ed eseguito da 27 bambini e 27 bambine, nati da famiglie senatorie con entrambi i genitori in vita. Per conservare il ricordo di questa grandiosa cerimonia, il Senato decretò di erigere due pilastri, uno di bronzo e uno di marmo, in cui tutti i riti svolti e le preghiere pronunciate furono registrati con accuratezza.