Lo sviluppo socio-economico portato dalle conquiste mediterranee di Roma ha un forte impatto anche nei gusti e modi dell’abitare. Nella tradizione gentilizia romana l’abitazione (domus) non era un contesto esclusivamente privato ma prevedeva spazi pubblici per gli incontri ritualizzati tra il proprietario e il seguito dei clientes. Nonostante il Senato tentasse di arginare gli eccessi della promozione delle elitès cittadine a fini politici con una rigida regolamentazione dei banchetti privati, nelle città alleate non ancora sotto la legislazione romana i ceti emergenti in contatto con Roma ostentavano la propria ricchezza costruendo residenze fuori dal comune, ispirandosi alle metropoli ellenistiche di Alessandria, Antiochia, Pergamo e Pella.
La celebre Casa del Fauno a Pompei (3.000 m2) riassume in forme monumentali gli elementi di questa nuova architettura. L’ingresso principale del settore pubblico è abbellito con la riproduzione di un tempietto (larario domestico) e tutti i vani di rappresentanza intorno alla vasca centrale sono decorati da mosaici con animali e temi dionisiaci, opera di artisti alessandrini. Gli ambienti di servizio sono organizzati in un atrio tetrastilo che conduce ad un piccolo settore termale e alla cucina. Nel peristilio centrale si affaccia l’esedra colonnata del famoso mosaico di Alessandro, affiancata da altri ambienti per il simposio. Il sontuoso peristilio maggiore, di dimensioni pari ai cortili dei re ellenistici, circondava un giardino abbellito da statue con ambienti sul fondo preposti all’intrattenimento degli ospiti.