Il fregio presenta una scena di aratura, parte di una più ampia raffigurazione continua oggi perduta. Una coppia di buoi aggiogati, ornati da bende e da frontali di forma triangolare, è trattenuta da un personaggio vestito da una toga corta e con il capo cinto da corona. A seguire un secondo personaggio con toga corta è colto nell’atto di sollevare con la mano sinistra le lame dell’aratro per lasciare le zolle intatte, mentre con un gesto deciso del braccio destro fa cenno al gruppo di incedere. Sulla destra è seguito da quattro uomini togati, magistrati o membri eminenti della comunità.
Il rilievo conserva testimonianza della cerimonia del “primo tratto di aratro” (sulcus primigenius), durante la quale veniva ritualmente tracciato nel terreno il perimetro della futura città segnando così il tragitto delle mura difensive, operazione interrotta solo in corrispondenza delle porte urbiche. La rappresentazione di questo specifico momento permette di ipotizzare che il fregio avesse decorato uno degli accessi di Aquileia oppure un edificio pubblico nel quale si conservava memoria del solenne rituale di fondazione della città, avvenuta nel 181 a.C.