Tabula con una legge latina, riutilizzata per una legge in lingua osca

Sala 7

La cosiddetta Tabula Bantina, rinvenuta nel territorio dell’antica Bantia (oggi Banzi, in Basilicata) contiene, sulle due facce, parte di testi di straordinaria rilevanza per la storia dell’Italia antica.

Sul lato principale, più rifinita e dotata di fori per essere affissa ad una parete, è incisa una legge latina relativa ai processi criminali, identificabile forse con la lex Appuleia de maiestate del 103 a.C., con precise clausole e obblighi per magistrati e senatori.

Sulla faccia posteriore, più recente, è invece presente il più lungo testo finora pervenuto in lingua osca, pur se redatto in caratteri latini, con disposizioni accurate su comizi, censo e carriere relativi alla comunità bantina: si tratta dello statuto di Bantia, ispirato a norme romane, che documenta la fluidità della cultura delle genti italiche che mantengono, ancora nel I sec. a.C., in un clima di forte “romanizzazione”, aspetti e costumi locali, come la lingua osca.