Statua di divinità in trono, Angizia

Sala 4

Antica divinità italica, la dea Angizia era venerata dai Marsi e dalle popolazioni osco-umbre dell’Italia centrale. Il suo principale luogo di culto si trovava sulle sponde del lago del Fucino presso l’attuale Luco dei Marsi, santuario conosciuto come lucus Angitiae (il bosco sacro di Angizia) nelle testimonianze letterarie. La statua, opera di artigiani di formazione greca, è una delle poche immagini superstiti della divinità, rappresentata seduta in trono, avvolta dalle abbondanti pieghe del mantello e ornata, nelle parti lasciate scoperte, da una preziosa collana e un bracciale decorato. La dea era legata all’acqua, al mondo sotterraneo e degli animali selvatici sui quali esercitava il suo dominio, detentrice di poteri magici e curativi praticati attraverso la padronanza dei veleni naturali. Gli autori latini facevano derivare il suo nome da anguis (serpe) e gli stessi Marsi erano ricordati come incantatori di serpenti, elementi di una tradizione tuttora presente nel folclore abruzzese durante la Festa dei Serpari a Cocullo (L’Aquila).