Una delle tombe più ricche della necropoli aristocratica di Montefortino d’Arcevia (tomba VIII) era quella di una donna di alto rango, che portava una serie di gioielli d’oro di produzione probabilmente greca dell’Italia del sud: una collana (la torque dei Celti, che esisteva anche in Italia durante l’epoca ellenistica), alcune corone, due braccialetti e un anello. Aveva anche uno specchio etrusco. La parte più importante del corredo funerario era costituita da un ricco servizio da banchetto di tipo etrusco. Due calderoni di bronzo e due coppie di alari servivano per la cottura della carne bollita e grigliata. Un’abbondante serie di vasi di bronzo componeva il servizio del vino per il simposio: uno stamnos, alcune situle, brocche, brocchette ed un colino. Il servizio personale della defunta comprendeva una coppa per bere ed un piatto in ceramica a vernice nera etrusca, associati con una serie di ciotole di varie dimensioni. Alcune forme, come la padella di bronzo, annunciano il servizio da bere romano. Il candelabro decorato con una statuina di bronzo fa parte delle ultime produzioni etrusche di questo genere. Completamente assente la componente celtica, che è invece presente nelle panoplie deposte nelle sepolture maschili della stessa necropoli.