Durante il principato di Augusto l’Italia fu riorganizzata e unificata non solo dal punto di vista politico e amministrativo, ma anche culturale, religioso e linguistico. Il Princeps potrà scrivere, infatti, nelle sue memorie, che già nel 32 a.C. fu Tota Italia, la Penisola percepita come un'unità non solo geografica e culturale, ma anche politica, a prestare giuramento e a combattere al suo fianco. Questa prima unificazione d’Italia, accelerata dai passaggi traumatici della guerra sociale nel I secolo a.C., fu l’esito di un fenomeno di lungo corso.
Roma nel corso dei secoli incluse progressivamente nella sua orbita, a volte in maniera violenta, in altri casi meno traumatica, i vari popoli della penisola, dalla Pianura Padana al canale di Sicilia. Le culture di queste genti, spesso interconnesse tra loro ma riconoscibili e distinguibili erano aperte ai contatti con il mondo greco e il Mediterraneo orientale, ma anche con l’area celtica e centro europea. Pur nel rispetto delle differenze garantito da Roma, i popoli attratti tramite alleanze o assoggettati assunsero gradualmente tratti sempre più uniformi, in una dinamica di romanizzazione di lingue, leggi, culti, modi di vivere e di abitare, di commerciare, di seppellire e onorare i morti.
Attraverso la selezione di opere altamente rappresentative, la mostra racconta queste dinamiche di contatto e trasformazione delle varie culture italiche, seguendo il processo tra il IV sec. a.C. e l’età di Augusto, muovendo dal variegato mosaico di popoli e culture che si era venuto a creare nella penisola italiana sin dall’Età del Ferro, e ripercorrendo le tappe della progressiva costruzione di un’identità italica e poi pienamente romana.
I costumi funerari, nella loro pluralità di forme e consuetudini, le lingue, inizialmente diverse sin negli alfabeti e successivamente omologate nella latinizzazione, i culti, fortemente identitari e legati a tradizioni locali e pur tuttavia assorbiti e integrati gradualmente nella religione di Roma, costituiscono il primo grande nucleo tematico della mostra.
Alle guerre combattute per terra e per mare, punti nodali dei processi sopra menzionati, è dedicato uno spazio specifico, così come ai rapporti con la cultura e le influenze dell’Ellenismo.
La seconda parte della mostra racconta lo sforzo organizzativo di Roma nel superamento della dimensione di città stato verso un’entità territoriale unitaria, articolata in colonie e municipia, dove religione, lusso, volti e immagini di un tempo nuovo accompagnano il visitatore conducendolo verso quell’Italia augustea che nella serie ordinata delle sue città, nel reticolo organizzato delle sue strade, nella geometrizzazione delle campagne centuriate e nei confini stessi delle singole regiones volute dal Princeps anticipa e plasma l’Italia di oggi.