Trascrizione
Presso la porta orientale dell’antica Capua, tra le fronde di un bosco sacro, salgono al cielo auspici e preghiere.
Sono sussurri a Mater Matùta, protettrice delle partorienti.
Qui si depositano, su podi e altari, doni propiziatori di fecondità e commossi ex voto di ringraziamento.
Come questa statua di donna scolpita nel tufo grigio del monte Tifata. Indossa una tunica panneggiata e siede mostrando dodici bambini in fasce: otto tra le braccia e quattro tenuti in grembo. Una scena di kourotrophìa - la cura dei figli.
Si ripeterà, solenne e standardizzata, in oltre 160 sculture restituite dagli scavi effettuati nel fondo Patturelli, sede di un santuario dal VI al I secolo a.C.