L'inferno in terra: lo sterminio

Anton Zoran Mušič Non siamo gli ultimi Gorizia, Comune di Gorizia

Trascrizione

Verso la fine della guerra, nel 1944, George Grosz dipinge un’opera intitolata “Hitler all’inferno”. Un personaggio storico, Hitler, è raffigurato come un gigante. Seduto, prostrato, malinconico, sul bordo di un abisso da cui migliaia di scheletri sono pronti a emergere come un’armata di lillipuziani vendicativi - i morti che ha precipitato nella fossa.

Lo stesso anno in cui Grosz dipinge questa allegoria, Zoran Musić a Dachau e Boris Taslitzky a Buchenwald disegnano quel che vedono: delle cataste di cadaveri. Molti anni più tardi entrambi gli artisti riprenderanno i loro schizzi e li trasformeranno rispettivamente nella serie “Non siamo gli ultimi” di Musić e nelle opere di grandi dimensioni di Taslitzky, che potete vedere in mostra.

Jean Clair prende spunto da queste opere per indagare il tema del “gigante distruttore”. 

L'etimologia greca chiarisce che i Giganti sono nati dalla Terra; esseri primordiali, sono riuniti da un comune odio verso gli Dei; incarnano la dismisura e la violenza. 

La cultura cristiana sembra conoscere i giganti sotto un aspetto benevolo e protettore. Il Medio Evo aveva immaginato che ogni epoca futura sarebbe stata una processione di piccoli uomini che per poter vedere avrebbero dovuto issarsi sulle spalle di giganti che li avevano preceduti. Questa immagine in cui gli Antichi sono dei giganti e i Moderni dei nani illustra un rapporto al passato, profano o religioso, che ha dominato la cultura occidentale per secoli. Ma la Bibbia racconta anche di giganti minacciosi, come Golia. Dante colloca sei giganti biblici e classici nel trentunesimo canto dell’Inferno. 

All’alba del Rinascimento, altri giganti sono ambivalenti. La figura di San Cristoforo, gigante protettore, riprende il motivo antico di Eracle che porta sulle spalle Eros bambino. Ma la sua origine sarebbe più oscura. un santo orientale del V secolo, dalla testa di cane, e privo della parola. Questo santo è un barbaro, i cui tratti lo avvicinano alle creature fantastiche della cultura popolare, licantropi, lupi mannari, orchi che mangiano i bambini…La forza paterna rassicurante e protettrice, può anche trasformarsi nella potenza infernale di un demone cannibale.

E gli umanisti del Rinascimento comparavano volentieri Satana a Saturno, padre arcaico e cannibale, divoratore dei propri figli.
Nel Settecento la figura del gigante diventa addirittura centrale. In letteratura, sarà il Gulliver di Swift, o il  Micromega di Voltaire. Goya ne offrirà le immagini più potenti con il suo Gigante malinconico, con Il Colosso e appunto con il Saturno. 

La figura del Dio cannibale evoca anche un’immagine del Medio Evo familiare in Italia: quella del Diavolo malinconico e gigantesco, del colosso seduto in fondo all’inferno. Lo troviamo rappresentato sui muri del Campo Santo di Pisa, nei mosaici di Torcello o di Firenze, o da Giotto a Padova.

Questa figura avrà una ricca e stupefacente posterità nel XX secolo: i padri del popolo, i duci, i Führer, prenderanno volentieri l’apparenza di giganti, che dapprima guideranno i lavoratori verso un futuro radioso , ma poi li condurranno alla rovina, schiacciandoli sotto la loro mole. Sfilerà quindi una straordinaria galleria di mostri, in cui si riconoscono i dittatori dell’epoca, Mussolini, Hitler, Stalin.

A un certo punto si è invertito il nostro rapporto con il passato. L’idea di progresso è diventata il motore delle azioni umane, il futuro un modello da raggiungere, e il passato un ricordo da distruggere. Ma quando è successo, esattamente?

Nelle ideologie rivoluzionarie del primo Novecento, il gigante non è più il San Cristoforo che permette al bambino di attraversare le acque, né il rappresentante della saggezza degli antichi che permette ai nani che siamo di vedere più lontano. Orco cannibale, padre dei popoli, li ingrassa per meglio divorarli. Il gigante fa tabula rasa del passato  e conduce gli uomini, ridotti ad una massa indistinta di nani identici, verso la catastrofe finale di un inferno in terra.