Viaggiatori all’inferno e paesaggi infernali

Jacob Isaacszoon Van Swanenburg , Bocca dell’Inferno e barca di Caronte con la Sibilla Cumana ed Enea, Collezione privata, Svizzera

Trascrizione

Nelle opere dei classici greci e latini, Dei ed eroi vanno e vengono tra i regni ultraterreni. È la catàbasi - in greco “discesa”- cioè il viaggio di una persona viva nell’oltretomba. 

Il tema è già presente nell’epopea di Gilgamesh, redatta in Babilonia intorno al 1700-1800 avanti Cristo. 

L’Odissea racconta la catàbasi di Ulisse, compiuta per consultare l’ombra di Tirèsia, l’indovino cieco, sul proprio destino.

La catàbasi è ripresa anche da Virgilio nel VI libro dell’Eneide. L’eroe, accompagnato dalla Sibilla Cumàna, scende vivo nell’Averno per incontrare il padre Anchìse, o meglio i suoi Mani, un concetto che nella religione romana corrisponde all’anima del defunto. Questa storia, ricca di dettagli sulla topografia infernale, influenzò Dante, che però racconterà la propria discesa agli inferi in prima persona.  

Da notare che la discesa di Cristo agli Inferi, narrata in testi biblici e nei Vangeli apocrifi e inclusa nella professione di fede apostolica, non è  una catàbasi vera e propria: Cristo è morto quando scende per liberare i patriarchi e i giusti precristiani. 

Tra le opere in queste sale, non perdetevi il “Satana che schiera le sue legioni”, la maggiore opera storica di Sir Thomas Lawrence. Satana è raffigurato completamente nudo, a parte la spada, l'elmo e qualche drappeggio. Precipitato all'inferno, l'angelo ribelle chiama a raccolta i suoi seguaci. Il soggetto è tratto dal Paradiso perduto di John Milton.

Ancor prima di essere completato, nel 1797, questa tela non lasciò indifferenti i suoi contemporanei, e in particolare colpì la sua assonanza con alcune opere del pittore svizzero Heinrich Füssli.