Trascrizione
La Casa di Championnet, parte di un più esteso complesso, è una delle dimore più lussuose di Pompei.
Prende il nome dal generale francese che, dopo la conquista di Napoli nel 1799, fu fautore di ricerche archeologiche a Pompei proprio in quest’area.
Il quartiere, esclusivo, è situato vicino al Foro, fulcro della vita civile, religiosa ed economica della città, ed abitato da ricchi proprietari. L’architettura è scenografica: grandi domus costruite a cavallo delle mura difensive, articolate in scale, rampe, logge e terrazze con vista panoramica sul Golfo.
Ma si sono conservati anche gli ambienti al piano interrato. Ti invito a scendere, e a cercare la cucina…ci rivediamo lì.
Sul bancone sono esposti recipienti in bronzo e vasellame in terracotta, impiegati per la preparazione e la cottura degli alimenti: un mortaio per macinare e mescolare insieme gli ingredienti, capienti olle per la bollitura, tegami per friggere, pentole al di sopra di un tripode in ferro…
Il consumo dei cibi spesso avveniva in occasione di ricchi banchetti, allestiti nelle sale da pranzo, chiamate triclinia. Ai commensali, ospiti illustri e amici del dominus, venivano serviti piatti estremamente elaborati.
La cena iniziava con la gustatio, una sorta di antipasto, seguita dalla prima mensa, durante la quale venivano offerte soprattutto portate a base di maiale, di pesce, insieme a carne di pecora … Il banchetto si concludeva con la secunda mensa, costituita da dolci e frutta fresca e secca.
Se ti aggiri nell’area del cortile delle murene, troverai una vasca forse utilizzata per l’allevamento di questi pesci, una vera prelibatezza della cucina romana.
Puoi immaginare il sapore di quei dolci, di quel vino, o del garum (la famosa salsa di pesce per cui Pompei era famosa, simile forse alla nostra colatura di alici). Queste esperienze sensoriali ti sono, in parte, familiari e caratterizzano, ancora oggi, la cultura gastronomica mediterranea.
Due ambienti sono ora musealizzati per mostrare i reperti più interessanti –rinvenuti nella casa e in aree vicine. Frammenti di preziosi affreschi, oggetti domestici, e materiali da toeletta della padrona di casa – come spilloni e collane – sono un prezioso spaccato della vita quotidiana.
Frammenti di anfore e contenitori da trasporto sono stati ritrovati in un pozzo di uno degli edifici affacciati sul Foro, qui vicino. Risalgono al II secolo avanti Cristo – quando l’area attorno al foro era occupata da botteghe - ed erano impiegati per commerciare nel Mediterraneo olio, vino, olive e salse di pesce.
Folle di avventori, nel periodo d’oro di Pompei, qui compravano merci da tutto il mondo.