La Mantova romana

Trascrizione

Fondata già dagli Etruschi, Mantova divenne romana nel 49 a.C. e in poco tempo, seppur rimanendo di dimensioni modeste, raggiunse un discreto livello di benessere… lo testimoniano le ricche abitazioni e gli imponenti monumenti funerari ritrovati in zona.
Le abitazioni si concentravano principalmente nell’area della cosiddetta Civitas vetus o “città vecchia”, delimitata dalle mura difensive. Qui le vie, lastricate con grandi pietre chiamate basoli, erano organizzate come in una rete, con le strade principali orientate in due diverse direzioni che si incrociavano perpendicolarmente, creando isolati di forma rettangolare.
I monumenti funerari, invece, venivano edificati fuori città ed erano abbastanza grandi da poter essere visti da lontano, celebrando così la ricchezza dei committenti. Un po’ come le sontuose sale del mio amato Palazzo Ducale… Puoi ammirare qui uno di questi monumenti, ricostruito a grandezza originale, quello che fu dedicato dai fratelli Lucio e Publio Cepio alla madre Acuzia Massima, ritratta con i propri gioielli e il capo velato in mezzo ai figli.
Lucio e Publio appartenevano a una delle famiglie più in vista della Mantua romana - del resto, noi Gonzaga entriamo in scena solo nel 1328 - la gens Cepia. Con la parola gens si intende un insieme di famiglie che riconoscevano di avere un antenato e origini comuni, per capirci: un nonno e i suoi tanti figli e nipoti.