Storia Geologica

La teoria della tettonica delle placche,

Trascrizione

In questa sala approfondiremo la teoria della tettonica delle placche, che spiega i movimenti della crosta terrestre. Ti invito ad avvicinarti alla Vetrina 5, dove troverai grafici e visualizzazioni relativi alla complessa struttura della Terra. 

La parte più esterna del nostro pianeta è detta crosta, o litosfera (litos significa roccia). Al di sotto si trova il mantello costituito da magma fluido in continuo movimento e poi, al centro, il nucleo interno della Terra.

La crosta terrestre è rotta in placche, chiamate placche litosferiche, che galleggiano sul mantello, spostandosi in base ai movimenti del magma. Quando questi movimenti allontanano due placche, chiamate quindi divergenti, dalla frattura esce magma che si solidifica dando origine a nuova crosta; quando le avvicinano, le placche - dette convergenti - a seconda della loro composizione o si scontrano e si formano le montagne, o una delle due scivola parzialmente sotto l’altra e in questo caso si parla di placche trascorrenti. 

Se ti avvicini alla Vetrina 6 vedrai come la placca Africana e la placca Europea abbiano cominciato a convergere poco più di 100 milioni di anni fa (che corrisponderebbe a un anno, per la nostra persona-Terra Gea). 

Inizialmente le due placche si trovavano ai margini opposti di un antico oceano, la Neo-Tetide, e nell’impatto la crosta che stava sotto l’oceano - che era più elastica - si è infilata sotto alla placca Africana. In questo caso si parla di subduzione, che risulta in un accumulo di frammenti di crosta e sedimenti. Le due placche hanno però continuato ad avvicinarsi finché le loro parti continentali, più dure e resistenti, si sono scontrate e hanno portato allo spostamento e sovrapposizione di enormi masse di rocce, deformando l’intera regione alpina. Pensa che nel periodo geologicamente breve di una quindicina di milioni di anni (meno di due mesi nella vita di Gea), la parte centrale delle Alpi venne innalzata di oltre 20 km e spostata lateralmente lungo… beh, l’avrai già indovinato, lungo la faglia detta Linea Insubrica!

Ora guarda le cartine geologiche esposte nella Vetrina 7, in cui a ciascun colore corrisponde una formazione geologica. Come vedi la parte nord della Valtellina è molto più colorata rispetto alla più omogenea parte a sud. Questo perché la Valtellina nasce dallo scontro delle due placche di cui abbiamo parlato: una parte continentale dalla vita più antica e movimentata, quella a nord con tutti i colori, e una parte a sud che era fondo oceanico.

Ecco che, sapendo come sono nate le rocce che compongono le montagne qua attorno, sapendo cioè dei vulcani, delle isole, dei mari e dei fiumi che costituivano i paesaggi del passato, possiamo capire la diversa natura che le contraddistingue. 

Nella Vetrina 8 vengono presentate le rocce ignee, sedimentarie e metamorfiche.

Le prime, le rocce ignee, si formano attraverso il raffreddamento e la solidificazione del magma e si distinguono in intrusive o plutoniche, quando si solidificano all'interno della crosta terrestre, ed effusive o vulcaniche, quando fuoriescono sulla superficie terrestre come lave vulcaniche.

Le rocce sedimentarie invece si formano attraverso l’accumulo di sedimenti, cioè di piccoli frammenti di altre rocce, gusci di conchiglie, fanghi e, in tempi recenti, addirittura di plastiche e microplastiche che si depositano e consolidano in nuove rocce. Infine le rocce metamorfiche si formano attraverso la trasformazione chimica e fisica di rocce preesistenti.

Ma passiamo alla prossima sala, dove potrai vedere esemplari ritrovati in Valtellina di ognuna di queste rocce.